Roma +39 0644254074 - Milano +39 0240031289 info@eurokleis.com
Menu

L’emergenza coronavirus mette alla prova l’operatività di molte aziende, grandi e piccole, e delle persone che ci lavorano: la digitalizzazione insieme a una corretta prevenzione e gestione del rischio permette di decidere e pianificare in modo sicuro, di fronteggiare cambiamenti improvvisi con il supporto della tecnologia.

Le restrizioni messe in atto per arginare il contagio coronavirus stanno spingendo molte aziende ad organizzare (laddove possibile) il lavoro da remoto applicando, quindi, l’adozione massiva dello smart working, un modello organizzativo che consente una maggiore flessibilità per quanto riguarda il luogo e i tempi di lavoro a fronte del raggiungimento dei risultati.

La normativa

Esiste un quadro normativo di riferimento a livello nazionale per le modalità di accesso allo smart working: la Legge 81 del 2017 che disciplina il lavoro agile in Italia. Nell’ambito delle misure urgenti adottate dal Governo in materia di contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Coronavirus -COVID-19, sono stati pubblicati alcuni decreti che semplificano e agevolano l’attivazione di questa procedura senza vincoli di accordi aziendali in genere previsti in questi casi. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha emanato il 1° marzo 2020 un nuovo Decreto che interviene sulle modalità di accesso allo smart working, confermate anche dal Decreto del 4 marzo 2020.

Il DPCM 8 marzo 2020 contiene ulteriori disposizioni attuative: “Consentito il ricorso allo smart working, fino al 31 luglio 2020, in tutto il territorio nazionale per ogni rapporto di lavoro subordinato, anche in assenza degli accordi individuali”. Di norma, infatti, per lo smart working servirebbe un accordo tra lavoratori e azienda che specifichi tempi e modi di utilizzo degli strumenti. Ora per limitare i casi di contagio sarà sufficiente un’autocertificazione (da inviare preventivamente e comunque entro cinque giorni dall’avvio del lavoro agile) da effettuarsi tramite il portale Cliclavoro.

Accedi alla procedura semplificata per il caricamento massivo delle comunicazioni di smart working.

Innovazione

Lo smart working presuppone un ripensamento “intelligente” delle modalità con cui si svolgono le attività lavorative: un progetto multidisciplinare che prevede la revisione del modello di leadership e dell’organizzazione, una governance integrata tra gli attori e competenze sull’uso dell’innovazione digitale, in cui la tecnologia gioca un ruolo fondamentale. Lo smart working è anche l’occasione per rendersi conto dei vantaggi della trasformazione digitale nella propria azienda, la possibilità di connettere persone, spazi, oggetti ai processi di business, la raccolta e analisi dei dati per aumentare la produttività ed innovare.

Le tecnologie digitali

A rendere possibile lo smart working sono le tecnologie digitali, che consentono di lavorare da remoto. In termini di dotazione tecnologica, serve quella standard PC portatile, VPN e servizi di social collaboration, device mobili e mobile busness app per gestire la Mobility, soluzioni di supporto alla sicurezza e dell’accessibilità dei dati da device diversi. Non tutte le aziende sono attrezzate con device adatti allo smart working e può essere utile concordare con il lavoratore l’utilizzo di mezzi propri. Il Bring Your Own Device (BYOD) è diventato il driver principale del lavoro agile.

Richiedi un appuntamento online con i nostri consulenti

Bandi per la promozione dello smart working.

Con l’emergenza coronavirus si moltiplicano gli incentivi alla promozione dello smartworking. Contattaci oggi stesso per valutare insieme la tua candidatura ai bandi:

Bando della Regione Lombardia.

Bando della Regione Lazio.